Chiesa di San Martino Vescovo
La chiesa matrice conservava la sua importanza. Essa era l'unica parrocchia all'interno delle mura e sede di un arciprete. Intitolata a San Martino Vescovo fu amministrata nella seconda metà del Cinquecento da Domenico Valente (1563 –1569), al quale seguì Carlo de Adminò (1575- 1577) e quindi Marcello Ballatore (1578 - 1604). Durante l'arcipretura di quest'ultimo e precisamente negli ultimi anni del Cinquecento la chiesa fu ricostruita 2 . Nella seconda metà del Cinquecento fu eretto dagli agostiniani appena fuori le mura il monastero di Santa Maria della Grazia con chiesa di Santa Caterina. Esso compare già nel 1580 3 . L'unico monastero esistente a Rocca di Neto è richiamato anche in una relazione di pochi anni dopo 4 . Sono ricordati in questi primi anni fra Scipione Frambone (1582), il priore frate Ambrosio de Tarsia (1587-1593), il priore frate Augustino di Fiumefreddo (1597-1598), il vicario fra Marcello Dacri (1597), il priore fra Gregorio della Rocca (1615), il priore fra Biasio della Rocca (1618), il priore fra Domenico di Tarsia (1638). Il monastero agostiniano verrà soppresso poco dopo la metà del Seicento in seguito alla bolla di Innocenzo X; rimarrà comunque attiva la chiesa. Completa il panorama degli istituti ecclesiastici presenti a Rocca di Neto la grancia e chiesa di Santa Maria della Terrata dei cistercensi di S. Giovanni in Fiore. Essa sorgeva a circa un miglio dall'abitato e vi erano alcuni eremiti. Citata una sola volta nel 1563 è anche una chiesa o cappella sotto il titolo dell'Annunziata.